manifestazione per la Palestina, 4 maggio 2026, Milano, Piazza San Babila

Commenti aperti a un post social: la città che i milanesi sognano

Ieri ho fatto un post su Facebook in “stile microfono aperto”. Facebook funziona ancora abbastanza bene, per pacifiche chiamate alle armi. Ho chiesto “Quale sarebbe il punto di partenza, il singolo tema specifico, da cui cominceresti per migliorare la città, se fossi il nuovo sindaco di Milano?”

Mi sono arrivati una sessantina di commenti in mezza giornata, abbastanza per provare a passare alla fase numero due del gioco: chiedere a una AI di tirare le somme di questo cahier des doléances improvvisato

Ho [ tutti i commenti in Notebook ML e le (gli?) ho chiesto di elaborare un testo secondo le indicazioni di questo prompt:
“Questo è un post del mio Facebook. Ho fatto una domanda-gioco e, dopo il mio primo commento, tutti gli altri sono commenti dei miei amici (e qualche nemico) di Facebook. Innanzitutto conta i commenti e poi prova a mettere giù una bozza di articolo, mettendo “in classifica” i temi più citati. Prova inoltre a mettere in evidenza quali sono le tematiche proprie di una giunta comunale e quali invece sono fuori della sua portata”.

Questo è il risultato, nudo e crudo, al netto di qualche intervento mio sulla formattazione:


Se i cittadini potessero sedersi sulla poltrona di Palazzo Marino, la priorità assoluta non sarebbe un nuovo grattacielo, ma una casa accessibile e strade più vivibili. Il “gioco del Sindaco” lanciato sui social ha scoperchiato un calderone di insoddisfazioni e proposte costruttive, delineando una classifica dei temi più urgenti per la comunità.

La classifica dei temi più citati

  1. Emergenza Abitativa e Affitti: È il tema dominante. I cittadini chiedono il blocco degli affitti brevi (Airbnb), una tassazione più alta per le case sfitte, il rilancio dell’edilizia popolare e tetti ai prezzi degli affitti per contrastare la gentrificazione.
  2. Mobilità e Spazio Pubblico: Seguono a ruota la lotta selvaggia al parcheggio in doppia fila e sulle strisce, la richiesta di più ciclabili sicure, la riduzione del traffico a motore e il potenziamento dei mezzi pubblici (ATM) con tariffe più popolari.
  3. Verde Urbano e Stop al Cemento: Forte è la richiesta di fermare la “cementificazione”, salvare parchi come La Maura, mantenere lo Stadio San Siro e piantare alberi veri (non in vaso) per contrastare il caldo asfittico.
  4. Pulizia e Manutenzione: Molti lamentano una Milano diventata “sporchissima”, chiedendo il ripristino dei cestini, il lavaggio costante delle strade e la riparazione di buche e marciapiedi.
  5. Servizi Sociali e Periferie: Triplicare gli asili nido, riaprire le piscine comunali e dedicare alle periferie la stessa cura del centro sono istanze ricorrenti per una città più inclusiva.

Analisi delle competenze: cosa può (e non può) fare la Giunta

Per un sindaco, non tutto ciò che i cittadini chiedono è realizzabile con un semplice decreto comunale. Ecco una distinzione tra le tematiche emerse:

Alla portata della Giunta Comunale (Potere Locale)

  • Gestione della sosta e multe: La “tolleranza zero” su doppia fila e parcheggi sui marciapiedi dipende esclusivamente dalla Polizia Locale e dalle direttive della Giunta.
  • Urbanistica e Verde: Il Comune decide i piani di governo del territorio (PGT), può fermare abbattimenti (come San Siro) o destinare aree a parchi anziché a palazzi.
  • Pulizia e Rifiuti: La gestione di AMSA e la frequenza della pulizia stradale sono di competenza comunale.
  • Servizi Educativi e Culturali: La creazione di nuovi asili nido, la gestione delle piscine comunali e degli spazi sociali di quartiere rientra pienamente nelle funzioni del Comune.
  • Simbolismo Politico: Decisioni come il cambio di intitolazione di un parco (es. Giardini Montanelli) o i gemellaggi internazionali sono atti politici diretti della Giunta.

Fuori dalla portata diretta (Competenza Regionale o Statale)

  • Illegalità degli affitti brevi: Un Sindaco non può rendere “illegale” Airbnb dal giorno 1; la regolamentazione degli affitti brevi richiede leggi nazionali o, in parte, regionali.
  • Calmieri sui prezzi di mercato: Fissare un “equo canone” per i privati o bloccare i prezzi delle case richiederebbe una riforma legislativa nazionale, poiché il Comune non ha il potere di interferire direttamente nei contratti tra privati.
  • Tassazione dei “miliardari”: Il Comune gestisce imposte locali (come l’IMU), ma la tassazione sui grandi patrimoni o l’istituzione di nuove imposte sul reddito è prerogativa dello Stato.
  • Stipendi dei lavoratori: Sebbene il Comune possa influenzare i contratti dei dipendenti delle proprie partecipate (come ATM), i livelli salariali minimi o i contratti collettivi sono discussi a livello nazionale.
  • Politica Estera: Sebbene i gemellaggi siano comunali, le posizioni sui conflitti internazionali (Israele/Gaza) restano di valore puramente simbolico e non spostano gli equilibri diplomatici statali.

In conclusione, dai commenti emerge una richiesta di ritorno alla cura del “bene comune” e della quotidianità, con un forte appello a che Milano torni a essere una città per chi ci vive e lavora, e non solo per turisti o investitori.


Al di là del fatto che sessanta follower su Facebook siano diventati “i cittadini”, che mi pare una forma indiretta della consueta piaggeria con cui ti trattano le AI generative, mi colpiscono due cose. Una forse è ovvia e cioè la perfetta aderenza statistica dei commenti ai temi più comuni cari agli elettori di sinistra (non so se c’è bisogno che spieghi come potrebbe essere orientata la mia bolla): caro-affitti, gentrificazione, ambiente, scardinamento del modello della città per automobili; l’altra invece un po’ più sorprendente è l’impegno che in tanti hanno messo nelle risposte: probabilmente qualcuno ha speso più tempo a rispondere a una mia domanda bizzarra su un social che a prendere la scheda elettorale e andare a votare. A sinistra c’è voglia di dire e fare cose, ma forse molta meno di delegare qualcun altro a dirle o farle.

Io lascio queste indicazioni dei “cittadini” a chi vuole leggerle. Diciamo sempre tutti, tutte e tuttu che chi vuole amministrare bene una città deve andare in giro per le strade ad ascoltare le persone. Secondo me va bene anche ascoltarle sui social network, soprattutto quando le domande sono puntuali e ponderate come quelle che sono state fatte sul mio feisbu.

Qui c’è il post originale.

[immagine: manifestazione per la Palestina, Piazza san Babila, Milano, 4 maggio 2026. Foto mia]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *