Disegno Palladio liscio

disegno palladio liscio

Quando le nonne vanno a insegnare agli angeli a coprirsi bene altrimenti si prendono un accidente, le loro case, nella stragrande maggioranza dei casi da svuotare, diventano miniere di cimeli che avrebbero mandato in brodo di giuggiole persino Schliemann.

Negli scavi dell’ex casa della mia, di nonna, mia zia ha trovato filoni di fotografie e giacimenti di lettere: abbastanza materiale per riempire l’ala di un museo. Tra le scartoffie sono saltati fuori anche documenti autografi del sottoscritto bambino, roba databile tra il 1982 e il 1983, dal valore storiografico poco più che nullo, se si esclude la capacità di raccontare che mi piacevano i robottoni, le battaglie aeree e i documentari sugli animali della savana.

Ma c’è un disegno che ha il suo perché. E’ realizzato su un album “Disegno Palladio liscio” e rappresenta un’azione da gol in una partita di calcio, in un campo non tracciato dal punto di vista spaziale, se non per la presenza della porta e di un tabellone segna punteggio. Uno degli attaccanti esegue una rovesciata acrobatica sparando il pallone verso la porta, ma l’esito del gesto atletico è lasciato all’interpretazione di chi guarda.

Ho intitolato l’opera Rovesciata Metafisica:

rovesciata metafisica

E’ importante perché è l’unica prova tangibile di quello che considero il primo spartiacque della mia vita: i Mondiali dell’82. L’ispirazione viene da lì. E’ importante perché per me c’è un prima e un dopo. E’ con i Mondiali dell’82 che mi pare di essere uscito dal liquido amniotico: di tutto quello che c’è prima, i ricordi, anche se ne ho tanti, sono tutti un po’ mischiati. Da Scozia-Nuova Zelanda 5-2 in poi, mi pare che sia successo tutto tra ieri e l’altro ieri.

Boh forse è normale vivere fratture ontologiche a sette anni (d’altro canto nel medioevo ritenevano che l’infanzia finisse a sette anni) ma devo dire che avere avuto come sveglia il mundialone di Bearzot e Pertini è quasi da considerare un privilegio. Con buona pace dei complottisti (che forse c’hanno pure ragione).

PS: certo che a fare le figure umane ero scarso forte!

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