Archivio mensile:settembre 2015

Ma poi Renzi lo sa cos’è un drop shot?

Alcuni buoni motivi per cui il premier avrebbe fatto bene a non andare a vedere la finale degli Us Open tra Roberta Vinci e Flavia Pennetta:

1) già solo prendere una decisione del genere lo espone a tutte le critiche possibili, valide o pretestuose. Dare tutti questi appigli ai propri detrattori, è un segno di grandissima miopia politica. Non siamo negli anni ’80. Oggi un quarto degli italiani ha votato M5S e un viaggio in aereo per “futili motivi” diventa un problema politico. Ma al premier pare che queste quisquilie non interessino. A dire il vero a lui non interessa neanche tanto la differenza tra un mandato popolare e un’autoincoronazione pseudonapoleonica direttamente sui sedili dell’autoscontro con cui ha defenestrato il suo predecessore.

2) l’ordinamento italiano prevede che ci sia già un tizio che rappresenta il Paese, è il Presidente della Repubblica, per chi si fosse perso l’elezione del 31 gennaio è Sergio Mattarella. Presenziare alle iniziative internazionali è parte del suo ben retribuito mansionario. Inoltre, non essendo Mattarella uno che lascia il segno, anzi potremmo definirlo il Presidente più ectoplasmatico della storia repubblicana, mandarlo a Flushing Meadows avrebbe giovato a un’istituzione, la Presidenza della Repubblica, che ha l’onere e l’onore di esserci e fare cose. Altrimenti riesumiamo la Gescal e facciamo del Quirinale case popolari.

3) il presidente del Consiglio, a differenza del soggetto di cui al punto 2, di lavoro fa quello che fa funzionare il Paese. Oggi Renzi ha annullato la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del Levante. Insomma ha preso un permesso per andare a vedere una partita. C’è bisogno del discorso sul buon esempio e bla bla? Credevo di no, ma mi vengono fortissimi dubbi sul fatto che forse sì, ce n’è bisogno. A corollario di tutto ciò, quello che mi fa incazzare tantissimo è che Renzi ha la capacità di legittimare tutti i luoghi comuni più nazional popolari sul privilegio, sulla casta, sulla distanza tra politica e realtà. Non sei Berlusconi, Matteo, quello è stato la più grande anomalia nei cervelli degli esseri senzienti di tutta la Via Lattea, tu sei uno “normale”: comportati come uno normale. Non fare l’esibizionista, perché “viaggio allo US Open is the new bandana”.

4) Renzi va a vedere la partita dal vivo a New York e la Rai invece quella partita non la farà vedere . I diritti ce li ha Eurosport, che fa parte dello stesso gruppo di DeeJay TV, quindi il match sarà visibile sul canale 9 del digitale terrestre. Sarebbe stato meglio sulla Rai eh? Se il servizio pubblico non avesse abbandonato il tennis (come svariati altri sport) decenni fa, forse l’avremmo vista lì. E invece, al posto dello sconvolgimento del palinsesto di Rai Uno (per un evento che, davvero, è una delle più grandi sorprese nella storia dello sport italiano) ci dobbiamo accontentare di quello dell’agenda renziana. E’ colpa sua? No, ma alla tristezza è d’uopo non aggiungere la sua sorridente prezzemolata, magari condita dall’immancabile corsetta sceso dalla macchina, per entrare nel centro sportivo. Poteva avere pietà delle nostre gonadi già abbondantemente sovraccaricate.

5) last but not least: Matteo Renzi ha un’impugnatura raccapricciante:
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PS: a margine di tutto questo, non ti perdonerò mai, Matteo, perché mi hai fatto essere d’accordo con Brunetta. Con Brunetta, capito?