Struzzo_impertinente

La mia top ten dei classici dell’internet dal 1996 al 2016

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Al primo posto, anzi fuori categoria, c’è la spacconeria, quel sovradimensionamento che permea qualsiasi affermazione digitale, la gradassaggine che mi fa titolare “dal 1996 al 2016”, quando il primo modem ce l’ho avuto nel ’98 (mi ricordo le 484mila lire della prima bolletta bimestrale, dopo l’installazione dell’ambaradan).

Licenziata la dovuta premessa, si parte, in ordine sparso sia cronologicamente che per importanza, perché non si possono paragonare tra loro fenomeni di epoche diverse, tipo Giuseppe Meazza e Roberto Baggio. E’ un elenco di cose varie (da singoli meme a interi social network) che sono piaciute a me: ognuno ha la sua classifica, se vi va confrontiamole o facciamo la top 500 come Rolling Stone coi dischi, ma magari meglio.

Struzzo_impertinenteLo struzzo impertinente: ce l’ho come avatar dell’account Microsoft da più di dieci anni. Lo rivedo tutti i giorni, più volte al giorno da quando ho Windows 10 e non mi ricordo come si fa a sloggarsi. E’ così stupido che fa il giro e vince il Nobel, ma simboleggia anche la voce della propria coscienza: “Hai finito i compiti? Hai scritto quell’articolo? Hai pagato l’acconto Irpef?” Lasciami stare!




tabboz_simulatorTabboz Simulator: per chi è cresciuto in periferia, tamarro o principino che sia diventato, è uno spaccato di vita vera. Personalmente non sono mai riuscito a eccellere nel sofisticato gioco di ruolo, perché spendevo tutto in elaborazioni del motorello, altri si indebitavano per comprare droghe. Insomma era la strada con un www davanti. Più reale di Uomini e Donne.




C6_MultichatC6: chat che spopolava a cavallo dei due millenni, in cui usavo come nickname hombre27. Era popolata di un pubblico di così alto livello che il 90% della gente si beveva che fossi nato nel 1927. Nel 2000 mi dicevano “certo che sei avanti per avere 73 anni”. Sapevano contare.




bruzziBruzzi.com: alla fine degli anni ’90 rappresentava nel microscopico web 1.0 italiano quello che è reddit nella rete mondiale di oggi.  Ne svolgeva la funzione eh, mica gli somigliava. O forse sto dicendo una cazzata e Bruzzi era solo Bruzzi, anche perché su reddit ci sono andato solo un paio di volte a cercare foto della Ford Mustang. In ogni caso divenne pura leggenda soprattutto per la guida fotografica su come si usa un assorbente interno. Il sito è chiuso da una decina d’anni e il dominio è in vendita a una bella cifra.


iacineit.arti.cinema: il newsgroup degli appassionati di cinema. Perché in verità in verità vi dico, prima che i social network fossero, Usenet è. E’ stata una stagione bellissima, fatta di notti passate a entusiasmarsi per Kaurismaki o a litigare su Kim Ki Duk, a fare raduni in giro per l’Italia, a andare nel 96% delle volte off topic. Quasi tutti gli iscritti a iacine li ho ritrovati su Facebook negli ultimi anni e, come per quei luoghi che percepisci enormi da bambino e poi da adulto ti paiono dei bugigattoli, quelle iene intellettualissime assetate di sangue le ho beccate a mettere like alla pagina di Mercenari 3. Vi preferisco così!


friendfeedFriendfeed: il social network migliore mai inventato. Nato nel 2007 e morto nel 2015. Il like di Feisbu lo hanno inventato su Frenfi, così per dirne una. Ci sono stato su per sei anni, dal 2009 fino alla fine, con un paio di stagioni di dipendenza psicofisica totale. Sono riuscito a disintossicarmi, però che mitico era il socialino dell’odio!




carlo maria rogitoCarlo Maria Rogito: il poeta maledetto più bistrattato da Zuckerberg e dalla sua banda di accoliti benpensanti. La pagina del Maestro è stata segnalata e chiusa troppe volte perché non ci sia qualcosa sotto. Cosa sa l’intellettuale meridionale che non deve essere divulgato? Perché la censura si abbatte su di lui come le sbarre nei parcheggi quando credi di aver aperto tu e invece la sbarra è ancora su dal passaggio di quello prima, ma tu non lo sai e te la prendi sulle corna (o se ti va bene sul tetto della macchina)? Vogliamo chiarezza.


WinMX_logoWinMX: programma di peer-to-peer che si colloca cronologicamente dopo Napster e prima di eMule, aveva la caratteristica di farti agganciare, a ogni sessione, la cartella dei film di un utente vero, nel senso che contattavi gli altri condivisori di file e ti mettevi d’accordo su uno scambio alla pari. Ovviamente questo generava contrattazioni degne del souk di Marrakech, con personaggi senza scrupoli che in cambio del tuo DivX a qualità DVD del “Mio grosso grasso matrimonio greco” arrivavano a offrirti l’intera discografia di Alexalba.


TravianTravian: MMOG (Massively Multiplayer Online Game) tedesco ambientato all’epoca dell’impero romano. Ci ho giocato per 26 mesi consecutivi, dal giugno del 2006 al luglio del 2008, rischiando di mandare a rotoli carriera e affetti. Nel periodo di massima attività, puntavo la sveglia di notte per poter effettuare attacchi efficaci al decimo di secondo, in modo da risultare valoroso agli occhi del mio capo-gilda, un quindicenne anconetano a casa da scuola dopo essersi rotto un piede a judo.


battlemailBattlemail: il mio vero grande amore internettico, la migliore e più appagante gaming experience mai provata. Si trattava di una sfida alla giostra medievale, le cui mosse, offensive e difensive, si mandavano (del tutto casuali) via email al proprio avversario, che rispondeva (anche lui alla cieca) determinando l’esito del duello. Poi si guardava l’animazione in Flash. Era corredato di un mondo virtuale dove si compravano lance, cavalli e armature via via più potenti man mano che si saliva di livello, vincendo le sfide. La community che ci gravitava intorno era cosmopolita e molto divertente. Non ho mai più padroneggiato l’inglese come quando organizzavo tornei per fare punti, insieme al mio sodale Disma. Era il 2001: bei, bei, bei tempi.

Ok questa è il mio elenco di cose preferite dell’internet nell’ultimo ventennio, ne ho lasciate fuori centinaia (molti suggerimenti sono nei commenti al post di Facebook qui sotto), ma mi dispiace, io la penso così (cit.). Ecco, concluderei con un altro classico fuori categoria, la citazione senza autore, che vale come l’opinione di Alba Parietti in un conclave, ma in rete è più diffusa del Padre nostro.

Sto facendo una top 10 dei classici dell'internet dal '96 al 2016…me ne suggerite qualcuno che così mi si rinfresca la memoria?

Pubblicato da Alessandro Diegoli su Mercoledì 23 marzo 2016

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La trinità dei propri oggetti irrinunciabili

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La vostra personalissima TRINITA' di oggetti irrinunciabili nella vita, cose di cui fate un uso effettivamente smodato o…

Pubblicato da Alessandro Diegoli su Lunedì 22 febbraio 2016

one hit wonder

One hit wonder

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Secondo voi esiste un gruppo-da-una-canzone-sola più da-una-canzone-sola degli Eagles? I Baltimora di "Tarzan Boy"…

Pubblicato da Alessandro Diegoli su Giovedì 10 aprile 2014



Qui la selecta di one hit wonder fatta in collaborazione con gli ascoltatori di Radio Pop e gli amici di feisbu:

film paurosissimi

Tre film di paura paurosissimi

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tre film di paura che, al di là della qualità intrinseca della pellicola, vi hanno obbligato a cambiarvi le mutande:

Pubblicato da Alessandro Diegoli su Sabato 9 gennaio 2016

Espressioni ingiustamente diventate desuete

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espressioni desuete

espressioni desuete che però insomma si meriterebbero ancora uno spazio nella contemporaneità:

Pubblicato da Alessandro Diegoli su Venerdì 22 gennaio 2016

Cose di successo tramontate in fretta

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tramonto

oggetti, strumenti, soluzioni pratiche che hanno vissuto una breve primavera e che poi sono state lasciate giustamente marcire nel loro brodo di inutilità:

Pubblicato da Alessandro Diegoli su Giovedì 28 gennaio 2016

Ma poi Renzi lo sa cos’è un drop shot?

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Alcuni buoni motivi per cui il premier avrebbe fatto bene a non andare a vedere la finale degli Us Open tra Roberta Vinci e Flavia Pennetta:

1) già solo prendere una decisione del genere lo espone a tutte le critiche possibili, valide o pretestuose. Dare tutti questi appigli ai propri detrattori, è un segno di grandissima miopia politica. Non siamo negli anni ’80. Oggi un quarto degli italiani ha votato M5S e un viaggio in aereo per “futili motivi” diventa un problema politico. Ma al premier pare che queste quisquilie non interessino. A dire il vero a lui non interessa neanche tanto la differenza tra un mandato popolare e un’autoincoronazione pseudonapoleonica direttamente sui sedili dell’autoscontro con cui ha defenestrato il suo predecessore.

2) l’ordinamento italiano prevede che ci sia già un tizio che rappresenta il Paese, è il Presidente della Repubblica, per chi si fosse perso l’elezione del 31 gennaio è Sergio Mattarella. Presenziare alle iniziative internazionali è parte del suo ben retribuito mansionario. Inoltre, non essendo Mattarella uno che lascia il segno, anzi potremmo definirlo il Presidente più ectoplasmatico della storia repubblicana, mandarlo a Flushing Meadows avrebbe giovato a un’istituzione, la Presidenza della Repubblica, che ha l’onere e l’onore di esserci e fare cose. Altrimenti riesumiamo la Gescal e facciamo del Quirinale case popolari.

3) il presidente del Consiglio, a differenza del soggetto di cui al punto 2, di lavoro fa quello che fa funzionare il Paese. Oggi Renzi ha annullato la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del Levante. Insomma ha preso un permesso per andare a vedere una partita. C’è bisogno del discorso sul buon esempio e bla bla? Credevo di no, ma mi vengono fortissimi dubbi sul fatto che forse sì, ce n’è bisogno. A corollario di tutto ciò, quello che mi fa incazzare tantissimo è che Renzi ha la capacità di legittimare tutti i luoghi comuni più nazional popolari sul privilegio, sulla casta, sulla distanza tra politica e realtà. Non sei Berlusconi, Matteo, quello è stato la più grande anomalia nei cervelli degli esseri senzienti di tutta la Via Lattea, tu sei uno “normale”: comportati come uno normale. Non fare l’esibizionista, perché “viaggio allo US Open is the new bandana”.

4) Renzi va a vedere la partita dal vivo a New York e la Rai invece quella partita non la farà vedere . I diritti ce li ha Eurosport, che fa parte dello stesso gruppo di DeeJay TV, quindi il match sarà visibile sul canale 9 del digitale terrestre. Sarebbe stato meglio sulla Rai eh? Se il servizio pubblico non avesse abbandonato il tennis (come svariati altri sport) decenni fa, forse l’avremmo vista lì. E invece, al posto dello sconvolgimento del palinsesto di Rai Uno (per un evento che, davvero, è una delle più grandi sorprese nella storia dello sport italiano) ci dobbiamo accontentare di quello dell’agenda renziana. E’ colpa sua? No, ma alla tristezza è d’uopo non aggiungere la sua sorridente prezzemolata, magari condita dall’immancabile corsetta sceso dalla macchina, per entrare nel centro sportivo. Poteva avere pietà delle nostre gonadi già abbondantemente sovraccaricate.

5) last but not least: Matteo Renzi ha un’impugnatura raccapricciante:
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PS: a margine di tutto questo, non ti perdonerò mai, Matteo, perché mi hai fatto essere d’accordo con Brunetta. Con Brunetta, capito?